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(Il Giorno - 01/09/2004)
LIBERTA' DI RELIGIONE MA NEL RISPETTO DELLA
LEGGE
Se è vero che l’equazione musulmano
uguale terrorista è sbagliata, è però altrettanto vero che i
terroristi, responsabili delle stragi delle Twin Towers e di Madrid,
del massacro di Nassirya, e delll’omicidio del giornalista italiano
Enzo Baldoni - che da tempo hanno dichiarato guerra alle democrazie
occidentali e che ora cercano di ricattare la Francia - sono
islamici.
Sono islamici così come lo sono anche
molti dei governi di quegli Stati in cui l’applicazione della legge
comporta la violazione quotidiana dei diritti delle minoranze e di
milioni di donne e di bambini.
In questi Stati e per i terroristi
gli attentati sono “guerra santa” e i kamikaze sono “eroi e martiri”.
Il fanatismo ed il terrorismo sono
fratelli siamesi e devono essere combattuti insieme, ma senza
generalizzazioni e per questo è importante distinguere anche
all’interno della comunità musulmana tra coloro che, pur tra mille
difficoltà, cercano di democratizzare l’islam ed integrarsi, e coloro
che, pedine più o meno consapevoli di una criminale strategia politico
religiosa, al contrario, spingono per esasperare le posizioni.
Le responsabilità sono sempre
personali o dei governi e non certo dei popoli. Confondere le
responsabilità e attribuirle genericamente e indifferentemente ad
un’intera popolazione o, peggio, ad un gruppo religioso o etnico
significa alimentare la spirale d’odio ed il conflitto rendendolo
difficilmente sanabile.
Per evitare pericolose
generalizzazioni è indispensabile che i terroristi e i loro
fiancheggiatori vengano isolati e denunciati dalle comunità musulmane
stesse, cosa che purtroppo fino ad oggi non è mai avvenuta.
Una reale volontà di integrazione non
può prescindere dalla condivisione dei principi democratici pluralisti
e tolleranti che caratterizzano la nostra società e dal rispetto
reciproco. Per questo ritengo la legge francese, che bandisce dalle
aule scolastiche i simboli religiosi, tra i quali lo chador,
sia espressione di fanatismo laicista. Detto questo, è però importante
che la Francia non ceda al ricatto dei terroristi che vorrebbero
modificare con la forza della violenza ciò che un parlamento
democraticamente eletto ha deciso.
Tuteliamo la libertà religiosa,
lasciamo che nelle classi resti il crocifisso, simbolo innegabile
delle nostre radici, lasciamo che le donne possano coprirsi il capo,
ma non ovviamente il volto, ma pretendiamo ed imponiamo il rispetto
delle leggi, ricordando a chiunque entri in Italia che oltre ai
diritti ci sono i doveri.
Silvia Ferretto Clementi
Consigliere Regionale di Alleanza Nazionale
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