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Seduta dell’11/06/2008
Comunicazione della Giunta – ai sensi dell’articolo 51 del Regolamento
interno del Consiglio – in merito alla vicenda della clinica Santa
Rita di Milano.
La parola alla Presidente
Ferretto Clementi.
FERRETTO CLEMENTI Silvia
Grazie Presidente. Io sono
stata tra quei Consiglieri che hanno votato la legge di riferimento
nelle passate legislature. Ho votato con convinzione e rivoterei
quella legge perchè non credo che il problema sia la legge. Anche se è
ovviamente la legge può e deve essere migliorata, perché si può e
sempre fare di più, il problema sta evidentemente in altro. Così come
ritengo non sia giusto criminalizzare un’intera categoria - e spero
che questo nessuno lo voglia fare – o, tanto meno, un sistema.
Detto questo però bisogna
essere determinati, soprattutto nei confronti di coloro che hanno
approfittato della fiducia che è stata data loro dalla Regione, che
hanno approfittato della legge regionale e che hanno speculato sulla
salute dei cittadini. Qui infatti ci troviamo di fronte non solo a
delle truffe, già gravi di per sé stesse, ma anche a dei fatti di
criminalità sanitaria.
È ovvio che chiunque è
innocente fino a sentenza definitiva - questo dobbiamo sempre
ricordarcelo e tenerlo presente – e che per stabilire la colpevolezza
dei medici e il coinvolgimento delle cliniche dovranno essere appurati
i fatti.
Ma è anche ovvio che,
quando certi fatti si verificano in modo così diffuso, soprattutto
all’interno di una sala operatoria, dove non c’è solo il chirurgo ma
ci sono più persone ad assistere agli interventi, la responsabilità
non può essere solo del chirurgo. C’è anche una responsabilità
solidale, molto più ampia.
Quando e se saranno
verificati i fatti, nei confronti di costoro bisognerà essere
spietati. La cosa più giusta da fare, ovviamente, ci tengo a ribadisco
ogni volta, a sentenza definitiva, sarebbe quella di far sì che
persone di questo tipo non possano mai più mettere le mani su un
paziente, per tutta la vita… perché io, come amministrazione
regionale, ti do la fiducia ma quando tu sbagli e ti comporti da
criminale mi devo regolare di conseguenza e decido che tu non possa
più mettere mani a vita su un paziente. Così come ritengo che anche
chi amministra o è titolare di una clinica è tenuto a sapere cosa
avviene al suo interno - parliamo sempre di casi in cui il sistema non
è un caso isolato ma è diffuso e si ripete – e che per questo
operatori di questo tipo non devono più essere messi in condizioni di
operare nel sistema sanitario, a vita.
Certo, non tutto può essere
fatto dalla Regione. Molti di questi provvedimenti, infatti, i più
importanti, non spettano alla Regione perché non mi risulta che la
Regione abbia la possibilità di radiare i medici dall’Ordine né tanto
meno interdirli dai pubblici uffici, così come non mi risulta che ci
sia anche la possibilità di intervenire in modo drastico e definitivo
sulle cliniche.
Questo forse dovrebbe
essere maggiormente approfondito.
Cosa può fare dunque la
Regione? Non credo che ci possiamo ritenere tranquilli e soddisfatti,
perché è evidente che si può e si deve sempre di più.
Sono soddisfatta e ho
appreso con soddisfazione la decisione della costituzione di Parte
Civile immediata e tempestiva da parte della Regione Lombardia, e non
a seguito di pressione dell’opposizione e ritengo giustissima
l’immediata revoca dell’accreditamento.
Queste sono cose che la
Regione Lombardia poteva fare e sta facendo. Così come le denunce
perché le denunce partite dalla Regione Lombardia sono veramente
numerose.
E qualcuno si è mai
chiesto, contrariamente a quanto sosteneva il Consigliere Zamponi,
perché da altre regioni non abbiamo notizie di casi così eclatanti e
così diffusi?
Forse perché nelle altre
regioni c’è connivenza con la società civile e anche e soprattutto con
le istituzioni tutte, a tutti i livelli, compresi gli organi di
controllo, e non solo amministrativi, che evidentemente latitano.
Allora io, da una parte, mi stupisco e mi indigno quando questioni di
questo tipo escono ma non posso chiudere gli occhi e pensare che dalle
altre parti non emerga nulla perché la situazione è rosea.
Al contrario. sono molto
più preoccupata di ciò che accade in altre aree della Nazione perché
lì la situazione di connivenza e criminalità è talmente diffusa che
evidentemente nessuno, non dico ha la possibilità di denunciare, ma
non può permettersi di denunciare, e credo che anche questo sia una
questione molto importante.
E allora, noi come Regione
Lombardia, cosa possiamo fare?
Beh, innanzitutto, a mio
avviso, intervenire sul sistema per procacciarsi quelli che spesso
vengono definiti i clienti piuttosto che i pazienti. Sui metodi per
trovare pazienti, o meglio clienti, spesso più che altro sistemi per
aumentare il profitto, io credo che una verifica importante la si
debba fare.
Penso ad esempio al 118. Io
vorrei capire e lo dico in quest’aula proprio perché, purtroppo, ho
dovuto, mio malgrado, usufruire abbondantemente di questo servizio,
vorrei capire perché nella maggior parte dei casi non esiste la
possibilità di scegliere o le opzioni che vengono presentare ai
pazienti sono sempre le stesse... una di queste è la Santa Rita.
Chiederei dunque alla
Giunta di verificare – e ho fatto questa richiesta anche in
un’interrogazione che ho presentato – di verificare, almeno
relativamente agli ultimi tre mesi, dove, in quale luogo della città,
sono stati presi “in carico” i pazienti e dove sono stati portati
perché da queste informazioni, secondo me, possiamo verificare e
capire se esiste una specie di monopolio o privilegio da parte di
alcune cliniche per poter avere più clienti o più pazienti. Questo è
una cosa importante che a mio avviso la Regione Lombardia può fare,
oltre i controlli che, come ha ricordato l’Assessore Bresciani, già si
stanno facendo e che sono il doppio di quelli che vengono fatti a
livello nazionale.
Anche da questo ritengo, ed
è stato comunicato, sono potute partire le denunce da parte
dell’Amministrazione regionale.
Spesso e volentieri infatti
molte inchieste sono state aperte non perché è intervenuto qualcuno
dall’esterno ma perché dall’interno della Regione Lombardia i
controlli hanno funzionato e hanno fatto il loro dovere.
E quindi se da una parte è
evidente che possiamo sempre migliorare e dobbiamo migliorare, in
alcune parti, la legge di riferimento, così come possiamo e dobbiamo
anche migliorare i controlli, è altrettanto evidente che occorre far
sì che tutti facciano la loro parte.
Io sono assolutamente
soddisfatta dell’azione che è stata intrapresa sia da parte
dell’Assessore che dal Presidente della Regione, i quali hanno
anticipato quelle che potevano essere giustamente le richieste
dell’aula. Non hanno atteso nemmeno che l’aula le suggerisse per
intraprenderle immediatamente.
La revoca e la costituzione
di Parte Civile sono interventi importanti e doverosi e spero e mi
auguro che si prosegua in questa direzione, intervenendo in modo
determinato e senza alcuna acquiescenza nei confronti dei responsabili
perché, e lo ripeto, è giusto e bene dare fiducia e non criminalizzare
un intero settore, non criminalizzare i privati, ma una volta che sono
state accertate, con sentenza definitiva, tutte le responsabilità non
si dovrà avere nessuna pietà e questo perché, finalmente, almeno in
questo campo, venga applicata, ciò che in Italia non succede mai, la
certezza della pena. Grazie.
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