|
Seduta del 27/1/2009 -
Arg. n. 4 – ODG – Mozione n. 251:
“Mozione concernente il mantenimento del voto di preferenza nella
legge elettorale per le elezioni europee e la sua reintroduzione per
l’elezione dei Deputati e dei Senatori della Repubblica”.
Ho firmato la
mozione di cui primo firmatario è il Presidente Quadrini, perché sono
profondamente convinta della necessità di reintrodurre le preferenze
nel sistema elettorale.
Credo sia stato un
errore clamoroso e gravissimo l’aver soppresso le preferenze, anche
perché così si condannano i Parlamentari (i quali, così come previsto
dalla Costituzione italiana dovrebbero essere eletti dal popolo) a un
ruolo di sudditanza. Ma, e lo voglio ricordare ancora una volta, nella
Costituzione c’è scritto che la sovranità appartiene al popolo, non
“ai partiti politici”, una distinzione netta e doverosa.
Il servilismo è
ben riassunto in una frase di Cyrano de Bergerac, che sono solita
citare: “Saziarsi di rospi, digerire lo stomaco per forza dell’andare
e venire,
consumare
le ginocchia, misurar le altrui scale, far continui prodigi di agilità
dorsale, no grazie”.
Questa è invece la
condanna a cui sottoponiamo gli eletti, anzi i nominati o coloro che
sperano di esserlo, se togliamo la preferenza.
La sovranità,
ricordavo, appartiene al popolo e la possibilità per i cittadini di
eleggere direttamente la propria classe politica è uno dei punti
irrinunciabili; se priviamo i cittadini di questa opportunità, anzi di
questo diritto, non possiamo poi certo lamentarci se nei confronti
della politica, di tutta la politica, aumenta e avanza la rabbia, il
disgusto, il disinteresse e la rassegnazione.
I cittadini
infatti non distinguono più. Essi perdono infatti la possibilità e la
capacità di distinguere e questo è il problema, perché se da un lato è
vero che non tutta la politica è sporca e che non tutti i politici
sono sporchi, è anche vero che esiste un problema di selezione della
classe dirigente ed una questione morale all’interno della politica.
Si tratta di problemi trasversali, riguardano tutti e per questo
credo che ognuno dovrebbe occuparsi di più di quello che avviene in
casa propria. Certo, è giusto guardare anche cosa succede altrove, ma
se tutti iniziassimo a guardare di più casa nostra forse quello della
questione morale potrebbe diventare un tema più sentito, e non solo in
campagna elettorale.
Parlavo della
rabbia e del disgusto perché gli esempi sono sotto gli occhi di tutti.
Quando si toglie al cittadino la possibilità di scegliere ci si
ritrova ad avere Parlamentari che con il sistema delle preferenze non
avrebbero avuto la possibilità di essere eletti nemmeno in un
Consiglio di zona, e non sto esagerando. Ognuno di noi conosce dei
casi. Ovviamente non intendo fare elenchi, anche se questi casi sono
sempre più numerosi. Sono tante le persone che non riuscirebbero a
ottenere il
consenso nemmeno
per entrare in un Consiglio di zona e ciò nonostante ricoprono una
carica da Parlamentare e persino importanti incarichi istituzionali.
Questo è un fatto
gravissimo che non si può non tener presente.
Certamente esiste
il problema delle spese elettorali, un problema del quale non si può
non tener conto.
Esiste un problema
di corruzione ed esiste anche un problema che riguarda i finanziamenti
delle campagne elettorali, che in alcuni casi sono superiori alle
spese sostenute effettivamente o in alcuni altri non trovano
corrispondenza con quanto effettivamente speso dal candidato.
In questi casi
qualche dubbio dovrebbe venire e bisognerebbe chiedersi: come si fa a
raccogliere tanti finanziamenti in campagna elettorale? Cosa bisogna
dare in cambio per ottenere tutti questi finanziamenti?
Anche questo
secondo me è un tema sul quale sarebbe bene interrogarci, così come
sarebbe bene interrogarsi anche sulla rabbia e il disgusto dei
cittadini a cui accennavo prima.
Se fossi stata in
America avrei votato per il Presidente Obama, nonostante alcune sue
dichiarazioni sulla questione del diritto alla vita che non
condivido. Avrei votato il Presidente Obama soprattutto perché è
riuscito a trasmettere la speranza.
Ha parlato di
speranza e di responsabilità, proprio quello che credo manchi in
Italia.
Ritengo che oggi
più che mai si debba fare una grande distinzione nella politica ed è
quella tra coloro che si sono rassegnati e coloro che invece ci
credono ancora e vogliono cambiare le cose; la distinzione è netta e
non ha schieramento politico.
La distinzione tra
coloro che vogliono cambiare le cose e quindi hanno ancora
l’entusiasmo, ci credono e perdono le loro serate magari nelle sedi
dei partiti, di tutti i partiti, o nei
consigli comunali
o di zona – sto parlando di donne e uomini di di Rifondazione, dei DS,
della Lega, di Alleanza Nazionale, di Forza Italia. Di tutti quei
giovani e a quegli anziani che nonostante tutto e tutti continuano a
crederci, e sono tanti.
E non è vero che
tutti fanno politica per interesse.
Anzi,
probabilmente c’è una maggiore attenzione e una maggiore
predisposizione a far politica per interesse là dove ci si è
rassegnati, là dove si è convinti che non è più possibile cambiare il
modo di fare politica e prevale un altro spirito.
Quando ci si
rassegna infatti scatta la fase successiva, tiriamo a campare e
cerchiamo di trarre dalla politica il massimo di profitto a livello
personale. Questa è la
conseguenza
quando le persone si rassegnano e questo riguarda anche i cittadini,
perché se è vero che abbiamo una classe dirigente e una classe
politica che troppo spesso è rassegnata ed è convinta che sia
impossibile modificare le cose, è altrettanto vero che abbiamo i
cittadini profondamente rassegnati e disgustati e quando anche i
cittadini sono rassegnati e disgustati cambiare le cose è ancora più
difficile.
Per questo dicevo
di aver apprezzato molto l’appello alla speranza del Presidente Obama,
perché credo che ci sia un profondo bisogno di speranza e di
responsabilità.
Parlando del tema
della responsabilità e tornando al discorso del Consigliere Fiori che
ha parlato delle assenze dei Parlamentari al Parlamento Europeo si
tratta evidentemente di un problema gravissimo, ma è forse anche la
conseguenza
non tanto dovuta al fatto che sono stati eletti attraverso la
preferenza, ma al fatto che i cittadini non vengono informati
dell’attività dei propri rappresentanti.
Bene dunque ha
fatto il Parlamento Europeo a votare, come già la nostra regione, a
favore di una proposta per rendere pubblico l’operato dei Parlamentari
Europei.
Noi in Consiglio
regionale l’abbiamo già fatto ed io sono orgogliosa di questo
Consiglio regionale che per primo, ancora prima del Parlamento Europeo
e ancora prima di quello che è stato fatto alla Camera dei Deputati
con l’iniziativa giustissima del Presidente Fini, su mia proposta ha
deciso di rendere conto ai cittadini attraverso il sito del Consiglio
di tutta l’attività dei Consiglieri.
E’ così che si
fa. Si deve dare la possibilità ai cittadini di conoscere e quindi di
distinguere, perché se i cittadini non sono informati non possono
conoscere, chi non conosce non può distinguere e allora tende
inevitabilmente a generalizzare.
Ma siccome non è
vero che siamo tutti uguali, al contrario ci sono profonde differenze,
esiste un diritto dei cittadini di conoscere le persone che lavorano e
che si impegnano, di poter sapere quello che fanno, quello che
producono, a cos’è servito il loro voto, come rendono conto della
fiducia che hanno ottenuto.
Così come esiste
anche un diritto, che io rivendico sempre, di chi è stato eletto di
potersi distinguere e di poter far sapere che sta lavorando, che sta
cercando di dare il meglio, magari anche sbagliando, del resto chi non
fa errori? L’importante è che in tutto ciò che si fa si metta la
testa, l’impegno, le giornate e soprattutto il proprio lavoro.
Qui sta la
differenza tra chi si impegna e vuol cambiare e chi, invece, si
rassegna, si adatta e si limita a cercare di trarre il massimo
profitto.
Queste distinzioni
sono importanti ed è in questo senso che noi dobbiamo operare per
ridare la speranza ai cittadini, ma anche per ridare la speranza a chi
fa politica. Sempre di più infatti anche coloro che fanno politica
sono disgustati.
La mancanza di
democrazia all’interno dei partiti non riguarda un solo partito,
riguarda tutti e quando manca l’attenzione alla classe dirigente
oppure quando una classe dirigente viene selezionata non in base al
merito, ma in base esclusivamente al servilismo, il danno viene
arrecato all’intera nazione.
Concludo ribadendo
che dando la possibilità ai cittadini di scegliere i propri
rappresentanti, si offre loro uno strumento fondamentale per ridare
speranza ma anche responsabilità a coloro che sono stati eletti.
|