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Seduta del 24/3/2009
Arg. n. 3 – ODG – PDL
abbinati nn. 209, 2 e 181, unificati in: “Istituzione della figura e
dell’ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza”
Grazie, Presidente. Anch’io
sono molto soddisfatta perché finalmente la proposta di legge per
l’istituzione del Garante dei minori è arrivata in Consiglio
regionale.
Ho presentato la proposta
di legge in merito già nella scorsa legislatura, ma purtroppo non è
riuscita ad arrivare in aula.
In questa nuova
legislatura, già nel 2005, ho ripresentato la proposta.
Successivamente sono state presentate altre due proposte di legge
sull’argomento, una da parte del Gruppo della Lega e un’altra da parte
del Gruppo del PD.
Inizialmente non capivo la
necessità di presentare altre proposte praticamente identiche a quella
che avevo già presentato, ma oggi devo ringraziare sentitamente coloro
che le hanno presentate e in modo particolare la Relatrice Monica
Rizzi e il Gruppo del PD che hanno fatto sì che venisse posta
l’urgenza sulla votazione di questa legge, perché senza queste due
iniziative la mia proposta di legge iniziale sarebbe rimasta ancora
nel cassetto. Quindi un grazie alla Relatrice anche per il lavoro che
è riuscita a fare, perché se siamo in aula oggi a discutere e a votare
finalmente il Garante dei minori è anche merito suo.
Questa è una proposta di
legge importante, perché - come abbiamo scritto anche nella proposta
di legge – i diritti dei minori sono già sanciti in modo egregio in
tutte le carte che riguardano i diritti internazionali.
Per quanto riguarda la
teoria, infatti, i diritti dei minori sono sanciti perfettamente,
ovunque.
Peccato però che a questo
non corrisponda poi una realtà di conseguenza e che accadano cose ben
diverse.
Do alcuni dati - perché è
importante inquadrare il fenomeno: per quanto riguarda gli abusi
sessuali sui minori, dal 2000 al 2006, in Italia, sono stati ben 3
mila i minori abusati; per quanto riguarda il lavoro minorile, in
Italia, sono ben 500 mila i bambini tra gli 11 e i 14 anni che
lavorano; per quanto riguarda gli infortuni, sono stati ben 8 mila 382
infortuni sul lavoro che hanno coinvolto minorenni, con 5 morti e ben
83 invalidità permanenti; per quanto riguarda i minori scomparsi, nel
2006 in Italia sono scomparsi ben 487 minori italiani addirittura 1211
stranieri. Di questi 205 casi nella sola Lombardia.
Ci sono poi i dati relativi
alla prostituzione minorile.
Secondo i dati del CENSIS,
3 mila 500 minorenni in Italia si prostituiscono; dal 2003 al 2005,
947 persone sono state indagate per riduzione e mantenimento in
schiavitù, un delitto che pensavamo scomparso, caratteristica dei
secoli scorsi.
Eppure nel duemila, in
Italia, ci sono casi di induzione in stato di schiavitù.
Per non parlare poi della
pornografia minorile. Secondi i dati della Procura di Roma, nel solo
anno 2005, sono state scattate ben 89 mila foto che riguardano minori
in atteggiamento sessuali.
Questi sono dati spaventosi
e li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno quando giriamo per le strade,
quando vediamo i bambini utilizzati per l’accattonaggio agli angoli
delle strade.
Troppo spesso ci si abitua
a questi fatti tremendi. Ci si abitua a vedere bambini di due, tre,
quattro anni…di ogni età, tolti dalla scuola - anzi mai mandati a
scuola - e utilizzati per chiedere l’elemosina agli angoli delle
strade.
E tutto questo sembra
normale, perché sembriamo esserci ormai abituati a questa tremenda
realtà e ai bambini che non vanno a scuola e che così alimentano il
circuito vizioso dell’ignoranza, della povertà e dello sfruttamento.
Finché i bambini saranno agli angoli delle strade e non andranno a
scuola, infatti, non potrà mai esserci integrazione e, cosa ancor più
importante quei bambini non potranno mai un futuro e con grande
probabilità condanneranno i loro figli si troveranno ad una condizione
analoga.
E non stiamo parlando solo
dei bambini che vengono utilizzati ai semafori per chiedere
l’elemosina, ma anche di quelli che nella nostra ricca Lombardia, non
nel sud-est asiatico, vengono utilizzati nei laboratori clandestini
per produrre merci contraffatte che vengono poi, anche queste, vendute
nella nostra regione. Altra cosa a cui si siamo praticamente abituati.
Molte persone pensano che
“tanto sono immigrati, sono nomadi, sono abituati così”; ecco, io
credo che questa rassegnazione tremenda non ci possa e non ci debba
riguardare.
Io mi indigno e mi arrabbio
ogni volta che assisto a fenomeni di questo tipo.
Mi indigno e mi arrabbio
non solo per la condizione di quei bambini, mi indigno e mi arrabbio
per l’indifferenza che caratterizza queste situazioni.
Mi indigno e mi arrabbio
perché facendo politica non riesco a cambiare queste situazioni.
Nonostante io da tanti anni mi impegni, cerchi di fare proposte,
denunci la situazione i bambini sono ancora lì, ai semafori, nei
laboratori…
Nonostante la mia azione
politica e quella di molti altri che continuano a crederci e non si
rassegnano, l’ingiustizia e lo sfruttamento continua a persistere
sotto i nostri occhi, e a questo io non riesco e non posso abituarmi,
così come non posso abituarmi al fatto che i bambini non vadano a
scuola.
In Regione Lombardia
abbiamo presentato e ho presentato una proposta di legge per quanto
riguarda le popolazioni nomadi, perché l’obbligo scolastico deve
essere garantito a tutti, non ci può essere una differenza del
diritto. C’è un diritto alla diversità ma non può essere tollerata la
differenza del diritto.
Quelli sono bambini come i
nostri. Non ci sono bambini nostri per i quali deve esserci tutto e
devono essere garantiti tutti i diritti e bambini degli altri dei
quali ci possiamo tranquillamente fregare, perché “tanto sono abituati
così”.
È indispensabile anche
rivendicare il diritto alla salute.
Si parla di diritto alla
salute e poi, magari, approviamo e siamo a favore di norme che
rischiano di minare gravemente il diritto alla salute dei minori, come
quello che dà la possibilità ai medici e agli infermieri di denunciare
coloro che sono clandestini.
La lotta alla clandestinità
è una cosa doverosa, ma non possiamo trasformare medici ed infermieri
in delatori e, soprattutto, non possiamo far sì che gli immigrati,
anche se clandestini, perdano ogni forma di dignità umana e di
diritto, perché essi, anche se sono entrati illegalmente in Italia,
sono uomini, sono donne, sono minori e sono bambini e il diritto alla
salute deve essere garantito a tutti.
E poi, pensiamo a cosa
accadrebbe se queste persone non andassero più a farsi curare o a
farsi vaccinare?
Ecco, interrogatevi su
questo.
Come contrastare questo
pericolo?
Noi abbiamo presentato un
progetto di legge per l’istituzione del Garante dei minori. Sono
certa che questo progetto di legge non potrà fare miracoli e non
risolverà tutti questi tremendi problemi, ma sono altrettanto certa
che aiuterà a contrastare questo fenomeno.
Per combattere in modo
efficace il fenomeno ci vorrebbe molto di più. Sono necessarie una
omogeneizzazione della normativa internazionale, soprattutto a livello
europeo, una maggiore cooperazione giudiziaria, investigativa,
formativa delle forze dell’ordine e banche dati nazionali ed
internazionali.
Ci vuole la certezza della
pena.
E quando parlo del
contrasto transnazionale del fenomeno è perché questo fenomeno non ha
carattere locale. La criminalità che gestisce il fenomeno, che
sfrutta gli uomini, che induce ancora in schiavitù uomini, donne e
soprattutto bambini è una criminalità organizzata che agisce a livello
internazionale ed è per questo che solo attraverso una maggiore
cooperazione internazionale possiamo pensare di affrontare in modo
efficace il fenomeno.
E poi possiamo intervenire,
come stiamo facendo in Regione Lombardia, cercando di creare nella
pratica una figura che curi gli interessi dei minori come il Garante
dei minori, appunto; ecco, io auspico e spero che questa figura non si
risolva essere, ancora una volta, una struttura che serve solo a dare
il posto a qualcuno per fare qualche relazione. Auspico e spero che
questa figura si dia veramente da fare e serva per contrastare questo
fenomeno tragico e tremendo.
Possiamo tutti fare molto
di più e possiamo tutti ricordarci che quei bambini che sono agli
angoli delle strade, nei laboratori clandestini, che vengono
utilizzati per la pornografia o la produzione di filmati di un certo
tipo potrebbero essere i nostri figli e i figli degli altri non
possono e non devono essere diversi dai nostri.
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