INQUINATI E LESSATI

Nonostante le temperature ormai elevate, le caldaie lombarde continuano a funzionare ai massimi regimi.  
Contro l'inquinamento spegniamo almeno il riscaldamento.

 Da settimane - esordisce Silvia Ferretto Clementi, Presidente della Commissione Cultura della Regione - le temperature nella maggior parte delle città lombarde sono salite notevolmente con picchi oltre i 20 gradi, ma, ciò nonostante e nonostante l'inquinamento a livelli record (complice anche l'assenza praticamente totale di precipitazioni da mesi), gli impianti di riscaldamento continuano ad andare a manetta, costringendo i poveri cittadini, oltre a respirare il micidiale PM10, anche a subire vere e proprie saune, per lo più indesiderate.

Oltre all'impatto economico di un tale spreco, da non sottovalutare dato che fiumi di denaro pubblico e privato se ne vanno "bruciati" in combustibile senza alcuna necessità o motivo logico, è importante ricordare che, nei mesi invernali, il riscaldamento rappresenta  una delle principali e più pericolose fonti di inquinamento atmosferico.

La maggior parte delle caldaie (solo a Milano più del 65%  degli impianti) - continua la responsabile delle politiche ambientali di AN - funziona ancora con combustibili fossili (dal carbone, all'olio combustibile o più spesso al gasolio), che liberano in seguito alla combustione nell'aria enormi quantità di sostanze cancerogene. Un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini soprattutto se pensiamo che un'ora di funzionamento di una sola caldaia a gasolio produce emissioni inquinanti pari a quelle emesse da 250 vetture in movimento sempre per un'ora (dati UPPI di Bologna).

Nei mesi più freddi il riscaldamento può arrivare a contribuire fino a quasi il 40% delle emissioni inquinanti nell'atmosfera, un dato veramente significativo. Ed è per questo che l'anno scorso ho presentato - ricorda l'esponente regionale di AN - una proposta di legge, chiedendo che la Regione stanziasse dei contributi per incentivare, mediante finanziamenti a fondo perduto, cittadini singoli o associati, enti pubblici e privati, a convertire i propri impianti di riscaldamento in impianti a metano, fonte d'energia a minore impatto ambientale, a favore della tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.

Una proposta che, come quella presentata a favore della realizzazione di nuovi tratti e linee della rete metropolitana, è stata prontamente accolta dalla Giunta.

E' necessario - conclude Silvia Ferretto - da un lato sensibilizzare maggiormente cittadini e amministratori degli stabili sui danni e sui costi provocati dallo spreco di combustibile e dall'altro che la pubblica amministrazione in primis dia il buon esempio.

Milano, 31 marzo 2003