Da "Il Giorno" del 10 febbraio 2000  

DIFENDIAMO I DIFENSORI 

Nell’Italia degli sprechi sono sempre di più le categorie di lavoratori che ne fanno le spese. Le Forze dell’Ordine ricevono meno di un decimo della retribuzione del Ministro dell’Interno e certamente, quotidianamente rendono un servizio di gran lunga più utile alla comunità di quello reso ahi noi dall’Onorevole Jervolino.

Lo Stato a cui questi uomini dedicano il proprio impegno e spesso anche la loro vita, li ricambia con stipendi da fame e aumenti da elemosina e soprattutto con mezzi insufficienti ad affrontare anche il più sprovveduto dei delinquenti.

L’umiliazione non termina qui, se in un inseguimento un carabiniere o un poliziotto danneggia l’auto di servizio, con il proprio stipendio deve anche pagare il conto del carrozziere, se viene ferito dovrà pagarsi il ticket all’ospedale e se dopo tutto questo con coraggio abilità e intelligenza riesce ad acciuffare il delinquente, non c’è pericolo leggi sciagurate e un sistema giudiziario al collasso faranno sì che in meno di quarantotto ore il delinquente possa tornare in libertà per beffeggiare l’autore dell’arresto, e riprendere il “lavoro” bruscamente interrotto per colpa di un uomo che, servitore dello Stato, non aveva ceduto all’egoistica morale del “ma chi me lo fa fare”.

Quanti miliardi dovrebbero risarcire l’Onorevole D’Alema e l’Onorevole Jervolino allo Stato per i danni provocati dall’ultima sanatoria? Qual è il risarcimento che i Ministri dovrebbe pagare per i danni arrecati alla Sanità pubblica e quelli provocati al sistema giudiziario?

Quant’è costato all’ambiente il Governo tutt’altro che verde del Ministro Edo Ronchi?

Evidentemente la logica dei due pesi e due misure e applicata alla lettera in Italia, le Forze dell’Ordine sono costrette a risarcire i danni (spesso inevitabili) il Governo no!

Sicurezza non può essere solo il tema di un convegno un punto qualificante per una campagna elettorale.

Sicurezza è e deve essere libertà, un Governo che a causa della sua inefficacia inefficienza e soprattutto litigiosità non è in grado di equipaggiare, motivare e difendere le Forze dell’Ordine non può garantire sicurezza.

Un Esecutivo formato da Ministri ai quali sta più a cuore il benessere psicofisico di coloro che commettono i reati piuttosto di quelli costretti a subirli non può avere né l’autorevolezza né tanto meno la volontà di affrontare con fermezza determinazione la criminalità.

Silvia Ferretto Clementi